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"A MATTER OF LIFE AND DEATH"
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Autore:  Ironcaccia [ 04 apr 2007 18:46 ]
Oggetto del messaggio:  "A MATTER OF LIFE AND DEATH"

Freddie Wolf ha scritto:
Questa è una recensione lunga, sentita, scritta di cuore.. non il solito commento freddamente ragionato “track by track”. Se si ha voglia di viverla, (magari con l’album di sottofondo) leggetela attentamente. Altrimenti evitatela totalmente. Non vuole convincere nessuno di nulla. Solo il commento di un pazzo che vive anche e soprattutto per e di Iron Maiden.

Descrivere "A Matter of Life and Death" non è compito facile; anzi, forse si arriva persino a rimpiangere le difficoltà che si provavano a descrivere gli albums del periodo Blaze o quelli meno fortunati con Bruce, poco prima dello split dei primi anni ’90.
Personalmente credo che questo lavoro significhi davvero la prova del 9 per tantissimi afecionados sostenitori della band. Se il periodo Blaze poteva aver creato profondi scossoni nell’animo del fan abituale della Vergine, sicuramente il ritorno di Bruce e Adrian ha dato maggior fiducia. Nonostante tutto, fermo restando che “Brave New World” resta un capolavoro ed uno dei lavori più qualitativi artisticamente parlando per i Maiden, molti hanno iniziato a darli per sconfitti. Sicuramente non per i numeri raggiunti dal gruppo in ambito del music business, ma per la passione del singolo ascoltatore.
E’ un fatto che gli Irons siano ormai una band cresciuta, matura, riflessiva, narrativa… delle galoppate di un tempo e dei soliti riff “fomentosi”, non ne rimane che una pallida ombra.
Oggi i Maiden, nonostante la posizione di status simbol inattaccabile, hanno intrapreso un cammino che quasi li dissocia da un passato del quale resta solo una certa sfumatura a livello di sound e di qualche soluzione compositivo-strutturale.
Già l’opener “Different World” apre in maniera energetica, ma non rifiuta un chorus davvero particolare e abbastanza commerciale per i loro canoni, ma non abbastanza commerciale per i soliti canoni di mercato… come a sottolineare da subito che i Maiden di oggi (e non solo) vanno saputi ascoltare con pazienza ed attenzione.
Non c’è più tempo per il solito headbaging.. non c’è più tempo per il concetto di heavy metal. I Maiden hanno smesso di recitare la parte degli Irons canonizzati per essere qualcosa di coerente ma completamente diverso al contempo. I Maiden, oggi più che mai, sottolineano che loro sono gli Iron Maiden e basta – non più etichette plastificate da affibbiargli come in passato, non più semplici definizioni per impacchettarli in un concetto predefinito… Maiden e basta!
“These Colours Don’t Run” calca la mano.. introspettività a iosa, voglia di narrare, necessità di penetrare nell’io dell’ascoltatore.. sempre se l’ascoltatore ha tempo da perdere ad ascoltare invece di sentire… di capire invece di annuire sordamente. Questa band ha tutto da raccontare, troppo da insegnare, moltissima voglia di mettere le carte in tavola per spiegarsi. Per dare un senso a 31 anni di carriera vissuta ed amata.
Certo, non manca l’energia – quella mai – ma c’è sempre quel retrogusto di vissuto, di voluto.. quella saggezza, quella voglia di spiegare tipica spesso dei nostri nonni.. peccato che spesso i “vecchi” si trovino di fronte giovani disattenti, troppo occupati al proprio nulla per ascoltare ciò che potrebbe regalargli momenti significativissimi e importanti.
“Brighter Than a Thousand Suns” ci riporta per un attimo a ritmi più incalzanti ed heavy. Evocativa, (un po’ come tutto il lavoro in se) e forse uno dei brani più riusciti e piacevoli dell’intero lavoro. Ma se cercavate il motivo per scatenarvi senza pensare, avete sbagliato brano, (ma anche album e band). Anche perché, dopo appena 2:30, si torna subito in quell’angolino malinconico e riflessivo già narrato precedentemente con dovizia di particolari. Certo, si torna a ritmi incalzanti poco dopo, ma la storia è sempre la stessa; voglia di narrare all’80%, rispetto ad un 20% di sonorità e riffing heavy. Diciamo che spesso e volentieri, la furia “metallara” si fonde a perfezione con l’espressività vissuta dei “nuovi” Maiden. Mai vero scatenamento HM.. mai sola introspettività depressiva. Un ottimo mix direi. Entrambi gli elementi si incastrano con prodigiosa maturità.
“The Pilgrim” calca ulteriormente la mano verso chi desidera sonorità forti e decise. Riff accattivanti e “combattivi”. Uno dei pochi esempi di vago HM.. ma solo vago. Basta poco per alternarlo nuovamente ad un bridge riflessivo, per poi tornare ad un chorus galoppante. Il sapore è un po’ quello di “The Nomad” di “Brave..”. Ottima compositiva, ma il mio parere non fa testo. I Maiden sono ottimi da sempre e per sempre per quanto mi riguarda. Schifosamente di parte – è vero – ma schifosamente innamorato di questi infami inglesi che mi hanno stregato da quando esistono.
“The Longest Day” apre ancora con un intro narrativo, ancora con quel sapore di racconto, di inevitabile, di storia da narrare ai propri nipoti di fronte al camino… vecchie storie, emozioni evergreen. Poi torna l’incalzare… il chorus sparato ma riflessivo al contempo. La solita formula, ma funziona sempre… secondo me almeno. Ma io torno a ripetere che non faccio più testo. Poi che Bruce ormai sia inarrivabile nella propria capacità di interpretare, oltre che per la propria innata sapienza nel cantare, dimostra che non c’è più niente da dimostrare. Dopo lui solo Dio. Il brano colpisce anche per i suoi inserti progressivi ed originali a tratti.
“Out of the Shadows” insiste ulteriormente sulla stessa linea... raccontare e raccontare, perchè la vita ha sempre troppo da dire. Ma solo per chi ha voglia di ascoltare attentamente. Altrimenti si può tranquillamente togliere questo disco dal lettore per mettere i soliti successi del passato dei Maiden e non.
“The Reincarnation of Benjamin Breeg” è il primo singolo di questo lavoro… e simboleggia esattamente tutto quello che ho scritto fino ad adesso, evitando di ripetermi per l’ennesima volta; se sentite la mancanza (e la necessità) di riascoltare i vecchi Maiden, lasciate perdere. Se vi aspettate ancora del classic metal in stile 80’s, lasciate perdere a maggior ragione… questo album non è per voi. Anzi, questa band non è più per voi e da molto ormai. Ma nel caso non ve ne foste accorti prima, ora ne avete una netta conferma. I Maiden hanno voglia di narrare e trasmettere senso di vissuto. Se avete tempo per capire ed ascoltare, eccoli qui. Altrimenti cercatevi qualcos’altro da sentire di più idoneo ai vostri gusti o di più facile da digerire.
“For the Greater Good of God” è il capolavoro, (sempre a mio parere). Il classico brano concepito interamente dalla mente sovrana della Vergine, Steve, che ormai, quando concepisce queste cose, sembra un dialogo tra lui e il Signore, senza passare per noi poveri e semplici esseri umani. Ovviamente non devo ripeterne i motivi, ma l’unica cosa che mi sento di ribadire è che, se qualcuno dovesse avere poca voglia di viversi e cucirsi questa dimensione addosso, evitasse anche il semplice ascolto. Perché non potrebbe che ritrovarsi con il solito commento “i Maiden son noiosi e ripetitivi, senza più nulla da dire e senza nessuna carica metallara”. Io ho ascoltato il brano leggendone il testo in contemporanea e mi son ritrovato in un altroquando, un po’ rapito, un po’ commosso, pienamente coinvolto. Ergo, è solo il mio parere.
Ci si appresta alla fine con “Lord of Light”. Altra track molto emotiva ed evocativa allo sfinimento. Se si è seguito tutto l’album come un concept (cosa che in buona parte è) allora state ascoltando un altro stupendo tassello di questa strana e sentita storia. Altrimenti non resta che l’ennesima noia. Molto incalzante per certi aspetti.
“The Legacy” chiude il tutto in modo abbastanza originale, (come ce ne fosse stato bisogno per un lavoro così particolare ed inusuale). Non è la “Journeyman” che ci volevano dipingere i primi pareri.. forse non è neanche propriamente una ballata. Brano in parte acustico, in parte elettrico, sentito come una ballad, ma narrato come un sonetto da cantastorie rinascimentale. Forse nella dimensione di questo album, un brano del genere significa ciò che negli altri era una “Remember Tomorrow”, una “Wasting Love”, una “Como Estais Amigos” o “Journeyman. 9:30 di emozioni spiazzanti. Ma non meraviglia più questo fatto… se siete arrivati fino a qui, significa che avete ascoltato un’ora e dodici minuti di cose spiazzanti, inusuali, particolari.

In definitiva non vi aspettate che questo disco sia un capolavoro, né che la mia prolissità abbia voluto sottolinearlo. Questa è una parentesi, come in parte lo è stato “Killers”, “The X Factor” o un “Brave New World”, (tanto per fare degli esempi). Quei classici lavori che vivono una sola volta – sia che li si intenda e viva per il verso giusto, sia che li si ignori e cestini immediatamente. Un modo per narrarsi in maniera decisiva da una parte, ma con i giusti (e lunghi) tempi, dall’altra. Né un epitaffio, né un ulteriore inizio.
Solo un discorso diverso dagli altri. Di quelli che si fanno una volta soltanto… il tempo di un disco solo. Magari lunghetto, ma senza aggiunte ulteriori nel futuro. Punto e basta. Chi ha orecchie per intendere intenda.
Agli altri, tanti auguri per la ricerca di un’altra band da amare dello stesso valore di questa, se questa a vostro parere non ha più nulla da insegnarvi e capacità di affascinarvi ed intrattenervi.
Io li amo ancora.. oggi più di ieri. E sempre di più.. sempre di più…

Autore:  edward_the_great [ 04 apr 2007 18:47 ]
Oggetto del messaggio: 

Bravo Caccia, hai salvato la recensione di Freddie, peccato per le altre!

Autore:  Virgen de Hierro [ 04 apr 2007 18:52 ]
Oggetto del messaggio: 

sapeva sempre commuovermi quel ragazzo :(


ripeto per la millesima volta che sto disco lo considero il migliore da seventh son, mi piace molto, soprattutto dopo milano!

Autore:  Hellfire Micol [ 04 apr 2007 20:15 ]
Oggetto del messaggio: 

quest'album è un capolavoro...è nella mia top 5 assimeme a 7th son, somewhere e powerslave!!

Autore:  ace ventura [ 04 apr 2007 21:26 ]
Oggetto del messaggio: 

ma poi si e scoperto ki e/era benjami breeg??

Autore:  Travis93 [ 05 apr 2007 15:07 ]
Oggetto del messaggio: 

Riscrivo.....




Per me questo cd ha qualche spunto progressive :roll: :wink:

Autore:  roberto1987 [ 05 apr 2007 15:09 ]
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io AMOLAD lo adoro!!!mi piace un casino!!!! :wink:

Autore:  Jinpachi [ 06 apr 2007 20:28 ]
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non lo sento più da secoli, cacchio me lo devo riprocurare :lol:

Autore:  The_Rocker [ 07 apr 2007 07:30 ]
Oggetto del messaggio: 

Jinpachi ha scritto:
non lo sento più da secoli, cacchio me lo devo riprocurare :lol:

Non l'ha comprato!!!!!!!Accappoliamolo!!!!!!!!!!!!!!!!!! :evil:










:lol:

Autore:  Brusio [ 07 apr 2007 10:03 ]
Oggetto del messaggio: 

davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

Autore:  Wicker Man [ 07 apr 2007 10:09 ]
Oggetto del messaggio: 

Brusio ha scritto:
davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

L'hai comprato perchè è il miglior album degli Iron Maiden dal 1990 a oggi, ammettilo.

Autore:  The_Rocker [ 07 apr 2007 10:10 ]
Oggetto del messaggio: 

Wicker Man ha scritto:
Brusio ha scritto:
davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

L'hai comprato perchè è il miglior album degli Iron Maiden dal 1990 a oggi, ammettilo.

Non lo farà mai.

Autore:  Brusio [ 07 apr 2007 12:05 ]
Oggetto del messaggio: 

Wicker Man ha scritto:
Brusio ha scritto:
davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

L'hai comprato perchè è il miglior album degli Iron Maiden dal 1990 a oggi, ammettilo.


mi hai beccato.

Autore:  The_Rocker [ 07 apr 2007 12:07 ]
Oggetto del messaggio: 

SI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ce l'abbiamo fatta!!!!!!!!!!!!!!!
Quasi quasi la metto in firma... :lol:

Autore:  BazHarris [ 07 apr 2007 12:59 ]
Oggetto del messaggio: 

Riascoltato tutto stamattina, mi piace, mi piace e mi piace! Ogni volta che finisco di sentirlo sono contento de sto disco, forse anche perchè il finale di The Legacy mi fà letteralmente impazzire.

Autore:  The_Rocker [ 07 apr 2007 13:10 ]
Oggetto del messaggio: 

Io l'ho riascoltato ieri mattina mentre giocavo a call of duty...ti lascio immaginare :D

Autore:  BazHarris [ 07 apr 2007 13:11 ]
Oggetto del messaggio: 

"THESE COLOURS DON'T RUN FROM COLD BLOODY WAR!!"

Autore:  Wicker Man [ 07 apr 2007 14:06 ]
Oggetto del messaggio: 

The_Rocker ha scritto:
Wicker Man ha scritto:
Brusio ha scritto:
davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

L'hai comprato perchè è il miglior album degli Iron Maiden dal 1990 a oggi, ammettilo.

Non lo farà mai.


Ehm...

Brusio ha scritto:
Wicker Man ha scritto:
Brusio ha scritto:
davvero, addirittura io l'ho comprato... dando il mio contributo per fargli scalare le classifiche irlandesi.. :lol:

L'hai comprato perchè è il miglior album degli Iron Maiden dal 1990 a oggi, ammettilo.


mi hai beccato.


Dicevi? :lol: :lol: :lol:

Autore:  The_Rocker [ 07 apr 2007 14:10 ]
Oggetto del messaggio: 

:lol: :lol: :lol:
Suvvia,pure gli dei peccano :lol:

Autore:  Peck [ 08 apr 2007 22:40 ]
Oggetto del messaggio: 

Travis93 ha scritto:
Riscrivo.....




Per me questo cd ha qualche spunto progressive :roll: :wink:


non ci vedo nulla di male, di certo non prevale questa vena prog e quindi il risultato è azzeccatissimo :wink:

Autore:  BazHarris [ 08 apr 2007 22:41 ]
Oggetto del messaggio: 

Io continuo a dire che in molti nn sanno cosa sia il progressive.

Autore:  Peck [ 08 apr 2007 23:21 ]
Oggetto del messaggio: 

BazHarris ha scritto:
Io continuo a dire che in molti nn sanno cosa sia il progressive.


bè che sia un album leggermente progressivo lo dicono anche gli stessi iron

Autore:  Civas [ 09 apr 2007 19:21 ]
Oggetto del messaggio: 

progressive non significa cambiare il tempo alla canzone dopo circa 4 minuti.......

Autore:  Brusio [ 09 apr 2007 19:35 ]
Oggetto del messaggio: 

le influenze Progressive alla fine, bene o male ci sono sempre state negli album dei Maiden (fatta eccezione per Killers e The Number Of The Beast), ma si limitano ad essere influenze, nulla di più.

BazHarris ha scritto:
Io continuo a dire che in molti nn sanno cosa sia il progressive.


e hai ragione.

Autore:  Rubrik [ 09 apr 2007 23:48 ]
Oggetto del messaggio: 

Brusio ha scritto:
le influenze Progressive alla fine, bene o male ci sono sempre state negli album dei Maiden (fatta eccezione per Killers e The Number Of The Beast), ma si limitano ad essere influenze, nulla di più.
appunto, soprattutto nella trinita'

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