Forum Iron Maiden Italia

Community Italiana degli Iron Maiden
Oggi è 13 dic 2017 06:11

Tutti gli orari sono UTC [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 3 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Hellfest 2013
MessaggioInviato: 26 lug 2013 21:28 
Non connesso
Powerslave

Iscritto il: 17 feb 2006 14:38
Messaggi: 976
Località: valtellina
Visto che in questi giorni sono costretto in casa, dolorante e con la faccia sfigurata mi sono deciso a buttar giù qualche ricordo/impressione dell’ Hellfest 2013.
Non avendo un beneamato cazzo da fare ne è venuto fuori un papiro.
Se qualcuno avrà la voglia e il coraggio di leggerlo tutto, avrà la mia stima eterna :D


Anche quest’anno l’esperienza francese si è rivelata fantastica. Non dico che questo sia il miglior festival in senso assoluto, ma di sicuro è il festival che viene maggiormente incontro alle mie esigenze di ascoltatore.

L’avventura non è partita nel migliore dei modi, anzi… Sta di fatto che arriviamo a Clisson con quasi 12 ore di ritardo sulla tabella di marcia, senza praticamente aver dormito e saltando i concerti di Vektor e Heathen.
Il giramento di palle è notevole ma l’ennesimo concerto dei Saxon ci fa passare il malumore. I vecchietti dal vivo sono sempre una garanzia e quando partono i classici è difficile riuscire a contenersi.
Un po’ di pausa per rifocillarci e ambientarci, tanto le esibizioni di Hellyeah e Europe non sono di nostro interesse e poi via di Testament. Altro concerto/garanzia, la band è rodata, anche se (strano a dirsi) il buon vecchio Ginone Hoglan piglia un paio di stecche inaspettate, ma ascoltare queste vecchie icone del thrash, tra pezzi nuovi e grandi classici è sempre un piacere.
A questo punto toccherebbe ai Whitesnake, ma a sorpresa sul palco principale salgono i Twisted Sister. Non li avevo mai visti dal vivo e son contento del cambio con la band di Coverdale, altrimenti sarei stato costretto a perdermeli. Il loro è stato un live estremamente coinvolgente, impossibile non saltare con Dee. Un’ ora di classici sparati in sequenza. Poco da dire, se non che la sorella è una live band imperdibile. Da vedere almeno una volta nella vita.
A questo punto mi separo dagli amici e assisto al mio ennesimo concerto dei Kreator. Ovvio, ormai so perfettamente cosa aspettarmi, ma per me è sempre una goduria. Unica pecca, in questo tour hanno rimesso “Under the Guillotine”, ma per via del tempo ridotto è stata tolta dalla scaletta.
Finiti i Kreator comincia il mio vero Hellfest. Parte una tripletta tutta d’un fiato che mi lascerà il segno.
Per prima cosa voglio demolire il mio fisico. E cosa c’è di meglio che una bordata di NYHC come solo gli Agnostic Front possono offrire??? La loro scaletta è un best of, loro sono duri, puri e coinvolti. Il pubblico è in delirio. Un’ora di sudore copioso, riff sbattuti in faccia come pugni e cafonaggine oltre ogni limite. “Blitzkrieg Bop” segna la fine del concerto, sono fisicamente distrutto, ma l’adrenalina in corpo mi fa volare al Valley Stage. Adesso è il momento di massacrare il mio cervello. Finalmente realizzo un sogno, mi godo gli Sleep dal vivo. Descrivere a parole le sensazioni provate non è semplice. Non ci sono chiacchiere, è solo musica che fluisce lenta e potente, è un fiume di lava che stordisce e rapisce. Il concerto diventa un viaggio massacrante ma allo stesso tempo appagante. Il tempo vola e mi ritrovo a concerto finito distrutto nel fisico e nella mente, ma con ancora sete di musica. Ho bisogno del colpo di grazia. E allora con l’ultima brocca da 1.5l mi dirigo all’Altar per godere dell’esibizione degli At The Gates. Terzo concerto perfetto consecutivo. Gli svedesi macinano riff a ripetizione, l’esecuzione è perfetta e Tompa è un Caronte provetto. Il pubblico è in delirio e l’esecuzione di “Captor of Sin” dedicata a Hanneman è la ciliegina sulla torta.
A questo punto le gambe non reggono proprio più. Sono ufficialmente stremato. Mi ricongiungo ai miei amici, mangiamo qualcosa ascoltando in sottofondo i Def Leppard e ci ritiriamo.
Una giornata tanto meravigliosa quanto massacrante, ma ne è valsa assolutamente la pena.

Dopo aver dormito il proverbiale sonno dei giusti ci ributtiamo nella mischia. IL sabato è il giorno dei Kiss e già dalla mattina il piccolo paese di Clisson è completamente intasato, praticamente invivibile.
Poco male, tanto a me dei Kiss frega niente e questa è una giornata da dedicare alle chicche. In pratica passo il mio sabato al Valley (con qualche eccezione) beato come un bimbo.
Cosa c’è di meglio che cominciare una giornata all’ora di pranzo con un concerto di Uncle Acid and Deadbeats??? Avendo già visto lo Zio dal vivo so cosa aspettarmi, ma anche questa volta lo spettacolo è eccellente. E’ davvero difficile non farsi trasportare dalla musica vecchia, polverosa, distorta e morbosamente melodica che propone lo Zio inglese.
Cambio di palco e sotto con un’altra band che aspettavo di vedere da una vita. I Witchcraft.
Non so esattamente cosa aspettarmi, l’ultimo attesissimo album è bello, ma non mi ha entusiasmato e la band è stata profondamente rivoluzionata dal master mind Magnus Pelander. Morale dalla favola, nonostante una scaletta fortissimamente improntata sull’ultima fatica il concerto è stupefacente. Dal vivo i pezzi recuperano tutta la polvere, e la vena mistico/magica che su disco sembravano aver smarrito. Magnus è un frontman particolarissimo ma magnetico. Ad un occhio esterno potrebbe sembrare persino ridicolo, con le sue movenze senza senso, ma più passa il tempo e più sembra crederci sul serio, completamente rapito dalla sua musica. Grandissimo concerto che ha cancellato tutti i miei dubbi.
Altro cambio di palco e sotto con i Karma to Burn.
Non potete immaginare il mio stupore quando vedo salire sul palco Will Mecum e il nuovo batterista senza Rich Mullins. IL pubblico è interdetto, nessuno ci capisce niente e Will non fa niente per chiarire la situazione. Si limita a dire di essere molto contento, poi si attacca alla bottiglia di Jack, in seguito la regala alla prima fila e via a macinare riff su riff. Qualsiasi altra band non sarebbe uscita viva da una situazione del genere, i K2B invece riescono a salvarsi alla grande, ma l’assenza del basso di Rich pesa come un macigno e il nuovo batterista pur essendo davvero in gamba non ha il tocco di Oswald. Insomma, dimostrazione di attributi cubici, ma chi ha assistito almeno una volta a un Concerto (con la C maiuscola) dei K2B non può che restare con l’amaro in bocca.
E’ il turno dei Down. Il loro concerto è sempre bello, ma resto della mia, secondo me rendono di più nei club. Comunque a parte alcuni problemi coi suoni, la band di Anselmo snocciola classici su classici. Sempre un piacere ascoltarli, anche se Prezzemolino Phil non è in gran forma…
Tocca agli Accept. Assisto defilato e seduto alla loro esibizione. Pur apprezzandoli non ci ho mai perso la testa. Chi li apprezza davvero riferisce di un concerto clamoroso, con un Anselmo che sale a tributare la band cantando con Tornillo “Fast as a Shark”.
Mi tremano un po’ le gambe dall’emozione. Tocca a Billy Gibbons e ai suoi ZZ Top. Un concerto incredibile. Sfido chiunque a non muovere il suo bel culetto quando i texani cominciano a macinare. I tre sono in una forma strepitosa, ho l’impressione di assistere a una Leggenda vera e propria. Concerto memorabile.
Adesso è il momento dei Manilla Road. Voglio dargli la chance che meritano. Mi siedo dietro il mixer nel Valley Stage, spalanco le orecchie, accendo il cervello e provo a capirli.
Non è la mia musica, però forse capisco perché qui dentro sono così apprezzati. Alcuni pezzi proprio non mi vanno giù, ma molti altri mi arrivano come non mi erano arrivati su disco.
La sensazione che la batteria alle volte vada per i fatti suoi mi resta, ma l’energia che questi vecchietti sprigionano, certi riff e la capacità di convogliare stili diversi in modo così omogeneo mi hanno fatto una buona impressione. Alla fine sono contento di essermeli visti.
Chiudiamo la giornata di sabato con la seconda parte del concerto dei Candlemass. Non sono mai stato un loro fanatico, in quanto a Doom classico ho sempre preferito piuttosto nettamente i grandi d’oltre oceano, ma il concerto è stato sicuramente positivo, un degno saluto al pubblico per una grande band e checché se ne dica, Leven ha saputo interpretare molto bene tutte le varie incarnazioni della band. Anche se sono sicuro che quando ripenserò ai Candlemass il primo ricordo che mi verrà in mente sarà il live della reunion con Messiah alla voce.
In pratica si chiude qui il sabato. Mangiamo qualcosa mentre suonano i Kiss e la stanchezza ha la meglio costringendoci a rinunciare ai Morbid Angel.

La domenica si apre con una grossa incazzatura. In pratica ci perdiamo i My Sleeping karma, riuscendo ad assistere solo alla conclusiva “Ephedra”. Chissà quando riuscirò a rivedermeli…
Comunque vedere il Valley colmo ed entusiasta a mezzogiorno per loro ma ha fatto molto piacere.
La delusione viene smaltita in fretta grazie alla prestazione dei Graveyard. Io sono rimasto letteralmente senza parole. La band è una macchina in corsa. Gioca a suo piacimento coi pezzi, dilatandoli e lasciando correre gli strumenti con una maestria non comune. Il livello di coinvolgimento del pubblico è alle stelle, il Valley sembra scoppiare. Alla fine non mi hanno fatto “The Siren”, ma poco importa. Ho assistito a un concerto esagerato. Fenomenali.
Cambio totalmente genere e vado a vedermi una mia debolezza di gioventù, i Cryptopsy. Ormai non ascolto più spesso questa roba da trita morti, però me li sono goduti per davvero. I canadesi hanno classe e sono proprio contento di essermeli visti.
Torno immediatamente al Valley e mi sparo gli Spiritual Beggars. Ormai la band di Amott è profondamente cambiata da quella che adoravo. I Beggars di oggi sono a tutti gli effetti un tributo ai Deep Purple, un grandioso tributo, ma i tempi di “Another Whay to Shine”, “Mantra III”, “Ad Astra” ecc. sono andati. La scaletta è variegate e ripesca anche vecchi classici che mandano il pubblico in visibilio, ma sono arrangiati per suonare come i Beggars di oggi.
Detta così sembrerebbe che sia rimasto deluso. Tutt’altro, gli Spiritual Beggars sono dei musicisti troppo in gamba per toppare e si sono resi protagonisti di un’esibizione di altissimo livello, la mia è solo nostalgia per una band che ho conosciuto solo su disco e che purtroppo non avrò mai l’occasione di vedere dal vivo. In ogni caso concerto notevole.
E’ il momento di tornare sul palco principale per assistere con grande curiosità all’esibizione della nuova band di Jason Newsted. Il ragazzo ha degli attributi enormi e lo dimostra con un concerto tiratissimo. Nonostante molti dei pezzi proposti siano ancora inediti, fanno buona presa sul pubblico che risponde entusiasta. Inutile dire che sono stati particolarmente apprezzati il richiamo a “Creeping Death” e la chiusura affidata a “Whiplash”. Gran concerto.
Arrivano i Voivod e un altro sogno sta per realizzarsi. Resto convinto che il Main Stage non sia il palco più adatto ai canadesi, ma nonostante questa piccolezza la band riesce a ricreare un’atmosfera unica. Un po’ come per gli Sleep, non mi è facile descrivere a parole le sensazioni provate durante l’esibizione. A un primo ascolto, se vogliamo “distratto”, la loro musica può apparire caotica, confusionaria, ma poi, tutto a un tratto ti si apre un mondo, dove ogni cosa va al suo posto e tutto assume un senso. La band ti accompagna in questo mondo sbilenco tenendoti per mano, con il sorriso sulle labbra, facendotelo sembrare semplice e melodico. Anche in questo caso, più che di un concerto si è trattato di un viaggio, un viaggio bello, impegnativo e appagante. Chiusura con “Astronomy Domine” con Anselmo e “Voivod” con Jason. Concerto da lacrime.
Adesso toccherebbe ai Clutch. Il Valley è straripante, la tensione è palpabile. Tutti pronti, si comincia… quando indovinate chi sale sul palco? Ebbene si, ancora Phil Anselmo. Prende il microfono e spiega che i Clutch hanno dovuto annullare lo spettacolo a causa della morte del padre di Fallon e che i Down si sono resi disponibili ad improvvisare qualcosa per riempire il buco.
Ebbene, avrei preferito rivedermi i Clutch, ma sono consapevole di aver assistito ad un evento unico.
Si comincia con un ragazzo del pubblico che passa a Phil un bong carico, fumata grintosa dell’ex Pantera e via con due chicche che i Down non suonano da tempo: “Rehab” e “Swan Song”. Poi è la volta delle cover, con amici (Jason), fidanzate, roadie che salgono sul palco. Si comincia con due pezzi degli Eyehategod (Figata!), altri due pezzi dei Crowbar e per la mia gioia “Cleans my Wounds” e “Albatross” dei Corrosion of Conformity cantate da Pepper.
Il concerto prosegue fino a quando parte il riff di “Walk”, il pubblico canta e la band saluta. Un concerto improvvisato, particolarissimo e nonostante tutto apprezzato.
A questo punto veniamo a sapere che i Ghost sono stati scambiati con Danzig, e che chiuderanno l’Hellfest 2013.
Purtroppo la stanchezza ci gioca ancora un brutto scherzo e non riusciamo a resistere fino alla 1.00.
Dispiaciuti ma consolati dal fatto che li abbiamo già visti dal vivo, salutiamo l’Hellfest.

Da quanto ci siamo divertiti ed esaltati è probabile la quarta presenza consecutiva.

Un abbraccio a chi è arrivato fin qui :D

_________________
non finisce proprio niente se non l'abbiamo deciso noi!è forse finita quando i tedeschi hanno bombardato pearl harbour?col ca**o che è finita!e qui non finisce!perchè...QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...I DURI COMINCIANO A GIOCARE!
[bluto blutarsky]


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Hellfest 2013
MessaggioInviato: 27 lug 2013 00:57 
Non connesso
Trooper
Avatar utente

Iscritto il: 29 giu 2005 20:00
Messaggi: 2140
Località: Cingoli (MC)
grazie :lol: comunque io ti credevo un super-fan-pazzesco dei Candlemass ahah! So che pendi verso la Cattedrale però ero sicuro al 100% che fossi il fan numero 1 qui sul forum anche degli Svedesi!

_________________
ImmagineImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Hellfest 2013
MessaggioInviato: 27 lug 2013 09:36 
Non connesso
Powerslave

Iscritto il: 17 feb 2006 14:38
Messaggi: 976
Località: valtellina
La cattedrale è un altro discorso. Loro sono il culto.
I Candlemass mi piacciono, anche molto volendo, ma, restando sui grandi classici, preferisco i vari Pentagram, Saint Vitus, Trouble, The Obsessed, Iron Man...
I Candlemass sono una grandissima band, senza dubbio, ma per mio gusto alle volte strizzano troppo l'occhio al metallo. Non per niente gli svedesi sono la doom band più amata (in molti casi l'unica :D ) dai metallari :mrgreen:
Poi ecco, non essendo un grande appassionato di epicità, va da sè che preferisca altre band.

_________________
non finisce proprio niente se non l'abbiamo deciso noi!è forse finita quando i tedeschi hanno bombardato pearl harbour?col ca**o che è finita!e qui non finisce!perchè...QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...I DURI COMINCIANO A GIOCARE!
[bluto blutarsky]


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 3 messaggi ] 

Tutti gli orari sono UTC [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
cron




Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it